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Mauro Lauricella a cuore aperto: "Ho ricominciato a sognare"

Lauricella fra presidente e mister
Lauricella fra presidente e mister
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Nella giornata di ieri è stato presentato dai bianconeri dell'Alcamo come uno dei primi acquisti stagionali della nuova gestione Guida, oggi si confessa ai nostri taccuini a cuore aperto. Lui è Mauro Lauricella, un ragazzo che ama il calcio in maniera viscerale. Ecco le sue parole in esclusiva per IamCalcio Trapani:

- Allora Mauro, con la presentazione di ieri è ufficialmente iniziata la tua avventura ad Alcamo. Quali sono le tue sensazioni?

"Sinceramente sono felice di approdare in una bellissima piazza dove spero di fare bene. Questo è il calcio che mi piace, quello che mi fa sognare. In carriera sono stato all'Akragas, a Favara, al Castel di Sangro, a Mestre, al Campobello di Mazara. Ho giocato in squadre di questo tipo e a questi livello volevo tornare a giocare. Dopo i problemi che ho avuto, non so se sei al corrente, non era facile".

- E' un discorso personale Mauro, affrontalo solo se ti va...

"Tranquillo. Ho avuto problemi con la giustizia anche se io mai... il calcio è sempre stato la mia occupazione, l'ho sempre vissuto oltre che come passione come il mio lavoro. In quella situazione mi ci sono trovato coinvolto ma non do nessuna colpa al mio grande amico Fabrizio Miccoli. Alla fine sono stato fermo 3 anni, fra i domiciliari e un brutto infortunio al collaterale. Quando sono uscito ad agosto e ho potuto ripensare al calcio ho dovuto ripartire dalla Promozione, una categoria che non avevo mai fatto. Non era facile, soprattutto a livello fisico, penso che lo sai bene. Mi hanno chiamato a Partinico, una bella piazza dove ho dovuto fare tanti tanti sacrifici per farmi trovare pronto. La stagione però mi è servita per rimettermi in forma e per tornare in Eccellenza. Ora sto bene, voglio tornare a fare il calcio che ho sempre fatto, quello che ho sempre sognato".

- Oramai sei un giocatore esperto, sia da un punto di vista di pura carta d'identità che per la carriera che hai avuto e che ti ha visto calcare anche i campi di Lega Pro e Serie D, oltre a quelli di Eccellenza. Puoi dunque dare un qualcosa in più alla tua squadra dal punto di vista della personalità, dell'esperienza?

"A me piace stare nelle piazze importanti, Alcamo è una città che ha visto calcio vero e io ho bisogno di questo, vivo di stimoli, squadre così mi fanno sentire importante. Penso che posso dare esperienza e una mano ai miei compagni di squadra. Sono anche una persona che fa gruppo, che cerca di fare spogliatoio e che, avendo giocato un po' a pallone, sa vivere lo spogliatoio".

- Cosa ti ha chiesto l'Alcamo, con quale obiettivo partite in campionato? E poi, andando a parlare del singolo, hai un obiettivo personale da inseguire?

"Il presidente e la dirigenza mi hanno accolto in una maniera ottima e sono contento, parlando con loro mi rendo conto che sono persone che capiscono di calcio e in questi contesti mi sento una marcia in più. Per quanto riguarda la squadra vogliamo giocare un campionato tranquillo, senza avere patemi in zona salvezza ma con ambizione, tutto quello che viene ce lo prendiamo. Io penso di poter arrivare a fare dieci gol, ho fiducia in me stesso e so cosa posso dare quando sto bene".

- Conoscevi già mister Guida?

"Sì lo conoscevo, anche se non l'ho mai avuto in precedenza. Ho avuto buoni allenatori in carriera tipo Giovanni Bucaro, Angelo Galfano, Emidio Oddi, Pensabene e tanti altri ottimi tecnici, spero di continuare bene con lui. E poi c'è Bellomo, il mio ultimo allenatore, per il quale voglio spendere due parole. Volevo ringraziarlo per avere puntato su di me, non era facile, ha fatto sacrifici per me. Mi ha accolto come un vero giocatore, mettendomi in forma. Se sono ad Alcamo ora e sono tornato in Eccellenza è anche merito suo".

- Veniamo proprio alla stagione a Partinico. Ti sei trovato bene da quanto mi è sembrato di cogliere già in passato, nonostante una stagione di Promozione che per te rappresentava una prima volta...

"Mi sono trovato bene, ho trovato dei bravi compagni di squadra, uno spogliatoio tranquillo. Mi spiace essere andato via da lì, ma non volevo più fare la Promozione. Sono andato lì per ricominciare, prendere la forma giusta e tornare al mio livello. Ho sudato la loro maglia con piacere, ringrazio la società per avermi chiamato e avermi dato fiducia. Dall'Eccellenza c'è il calcio che io amo, come ti ho detto prima".

- E' un nuovo punto di partenza per te questo...

"Sì, hai ragione. Ringrazio il Signore di avere di nuovo questa possibilità, mi ha ridato il mio sogno insieme alla mia libertà. Non avrei immaginato mai nella mia vita di dover fare l'esperienza che ho fatto. Il passato è passato, io ora vivo a testa alta, ringrazio il mio avvocato Giovanni Castronovo e la mia famiglia che è stata sempre accanto a me e non mi ha lasciato solo. Quando sono stato senza libertà pensavo solo alla mia famiglia e al calcio".

 

Stefano Calabrese